Legambiente presenta Ecomafia 2018 le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia
Puglia terza nella classifica regionale dell’illegalità ambientale nel 2017, con 3.119 infrazioni accertate. Resta sul podio per i reati legati al ciclo dei rifiuti, del cemento e quelli contro la fauna
Continua l’emergenza rifiuti a Cerignola, incendiati vari cassonetti in centro e nei quartieri periferici
Cerignola (Fg) è in piena emergenza rifiuti e lo testimoniano le frequenti colonne di fumo che rendono irrespirabile l’aria.
Salpa Goletta Verde, ecco tutti i numeri di Mare Monstrum 2018 sul mare illegale
Mare Monstrum 2018. La Puglia è 2^ nella classifica del mare illegale con 2mila reati ossia 2 infrazioni per ogni chilometro di costa

Rischio allagamenti in zona ASI: la cura è peggiore della malattia! 

progetto ASI MolfettaEsprimiamo forte preoccupazione per la realizzazione delle opere di mitigazione idraulica finanziate per 14 milioni di euro dall’Accordo di Programma Quadro sottoscritto il 26 luglio tra Regione Puglia e Ministero dello Sviluppo Economico. 

Infatti il “canale di gronda”  finanziato (vedi planimetria allegata)  prospetta una pessima soluzione tecnica: una nuova e massiccia invasione di cemento a danno di terreni destinati a produzioni agricole di pregio a monte dell’area industriale. 

Avevamo già proposto da gennaio di quest’anno che un rimedio per mitigare il rischio di allagamento consisteva nell’adeguare le precarie tombinature che in zona ASI attraversano le infrastrutture stradali, quelle di servizio ma anche quelle più importanti come la strada statale 16 bis, la linea ferroviaria adriatica e la statale 16, e ripristinare il percorso della lama, a valle di ciascuna infrastruttura, fino alla foce a mare, che pure andrebbe ripristinata – dichiara Cosimo R. Sallustio, presidente del Circolo Legambiente di Molfetta – una verifica di questi interventi di adeguamento e manutenzione andrebbe effettuata consultando le elaborazioni disponibili dell’Autorità di Bacino e le relative ed ancora valide prescrizioni contenute nel PAI”.

La funzione ambientale, morfologica, paesaggistica e naturale di tutte le lame del territorio comunale può, inoltre, essere salvaguardata o ripristinata nei tronchi di monte di ciascuna, anche a monte dell’autostrada A14, mantenendovi i percorsi attuali e le coltivazioni esistenti, e impedendo, qualunque intervento edilizio nelle aree delimitate dal PAI come aree inondabili.  

Contro la proposta di artificiali canali deviatori di piena, occorre affermare la tutela e valorizzazione della naturalità di tale sistema di lame, in integrazione con il sistema di doline ivi insistenti e, in particolare, con l’eccezionale laboratorio di biodiversità e di storia che il Pulo tutt’ora rappresenta. 

“Si tratta di un ulteriore ecomostro dall’impatto ambientale irreversibile: ben 5.000 gli alberi che saranno divelti, 359.000 i m3 di terra e roccia da scavare, 164.000 i m2 di suolo occupati, quasi 25 milioni di euro il costo da sostenere - precisa Massimiliano Piscitelli, presidente del comitato scientifico di Legambiente Puglia; la più efficace misura di mitigazione è non alimentare il rischio idraulico ripensando tutte le costruzioni previste nelle lame e nelle aree inondabili perimetrate dall’Autorità di Bacino con un’oculata pianificazione urbanistica che tenga conto degli aspetti idraulici e paesaggistici. Questo devastante intervento di mitigazione del rischio idraulico va completamente ripensato nel rispetto del valore straordinario del nostro territorio, dalla fascia costiera alla campagna”. 

Da ultimo bisogna considerare che questo progetto prevede che tutti gli scarichi convergeranno verso Cala San Giacomo e che i vincoli idrologici che si verrebbero a costituire secondo quest’assetto ostacolerebbero una futura riqualificazione dell’unica insenatura a ponente della nostra città, da troppi anni lasciata in una inaccettabile condizione di degrado. Cala San Giacomo costituisce un elemento cardine per poter attuare una strategia di recupero dell’intero litorale tra Molfetta e Bisceglie e perciò una sua compromissione produrrebbe effetti negativi che si ripercuoterebbero su tutta questa fascia costiera.

Al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale il circolo Legambiente chiede quali scelte operative intendano perseguire per garantire la sicurezza, la tutela del territorio e del suolo, preziosa risorsa non rinnovabile, a partire dalla urgente messa in sicurezza dell’abitato: il consumo di suolo non è più sostenibile e Legambiente chiede che sia definitivamente arginato. Infine occorrerà in tempi brevi procedere con l’adeguamento del PRG al PUTT.

Planimetria di progetto del sistema di canalizzazione previsto

Planimetria ASI Molfetta

Legenda: da sinistra verso destra: zona Asi, zona Pip, espansione zona Pip (retino azzurro, c.d. Pip 3). In rosso le opere per la mitigazione del rischio idraulico attraverso la canalizzazione artificiale delle acque a  Cala S. Giacomo.


Legambiente Circolo di Molfetta – www.legambientemolfetta.it