#ALLARMENATURA, mobilitiamoci per proteggere la biodiversità

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Attiva fino al 24 luglio su www.naturealert.eu/it la consultazione online aperta a tutti i cittadini europei.

allarme natura

Ci è rimasto davvero poco tempo. Gli animali, le piante e gli habitat più preziosi sono in grave pericolo. Le leggi europee che proteggono la nostra natura rischiano di essere modificate e i nostri scienziati ci hanno già messo in guardia sugli effetti devastanti di questi cambiamenti.

Per questo motivo 100 associazioni ambientaliste europee hanno lanciato insieme in tutta Europa una grande Campagna sul web per salvare la natura europea dai propositi di deregulation della Commissione Europea, che sta effettuando un’approfondita valutazione delle direttive sulla natura “Habitat” e “Uccelli”, per verificare se esse sono coerenti ed efficaci rispetto agli obiettivi di conservazione della biodiversità europea. Un processo, questo che si tiene in un clima ostile alla conservazione della natura e che, secondo le associazioni promotrici della campagna, rischia di cancellare decenni di progresso nella protezione dell'ambiente.

Le direttive “Habitat” e “Uccelli” sono infatti riconosciute come tra le più forti leggi al mondo per la difesa di animali selvatici, piante e habitat dall’estinzione. Grazie a queste normative, l’Europa ha oggi il più grande network al mondo di aree protette: la reteNatura 2000, che copre circa il 20% del territorio europeo e il 4% dei suoi siti marini.

Rapporto Animali in Città 2015

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Pochi controlli e scarsa informazione. Le politiche e i servizi per gli animali ancora troppo disomogenee o addirittura ignorate

animali in città

“Animali in città“ è il Rapporto nazionale sui servizi e le attività dei Comuni capoluogo di provincia e delle Aziende sanitarie locali per gli amici a quattro zampe che Legambiente presenta per il quarto anno consecutivo.

Il quadro che emerge dallo studio dei dati, ottenuti con un questionario specifico agli enti preposti, è  ancora vago e dismogeneo. Sono pochissimi gli enti in grado di assicurare servizi di qualità ai nostri amici animali e corrette informazioni ai cittadini che se ne prendono cura.

Festa dell'Albero 2014

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Vogliamo battere il Guinness World Record per il più grande gesto d’amore per la natura? Il 21 novembre, tutti, alle 12, abbracciamo un albero!

Festa dell'albero 2014

Come ogni anno il 21 novembre, per la Festa dell'Albero, pianteremo centinaia di giovani alberi lungo la penisola per fare le città più verdi e vivibili e sottrarre al degrado angoli brutti e abbandonati.

Ma un gesto in più quest'anno unirà da nord a sud le nostre iniziative in difesa del verde urbano, un gesto che parla al cuore di chi come noi ama la natura: abbracceremo un albero. Lo faremo nei territori dove il verde rischia di sparire sotto al cemento e il rischio idrogeologico è diventato una minaccia ad ogni pioggia. Abbracceremo un albero per accendere i riflettori sul patrimonio nazionale di biodiversità e per gratitudine verso i nostri amici che ci regalano aria pulita, ombra, frutti.

Insieme ai sindaci, alle scuole, agli artisti, agli sportivi, insieme ai cittadini di razze e culture diverse, insieme a voi, il 21 novembre abbracceremo un albero!

Vogliamo battere il Guinness World Record per il più grande abbraccio simultaneo agli alberi.

Rapporto Animali in Città 2014

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L’indagine di Legambiente sui servizi e le attività dei Comuni capoluogo di provincia per la tutela e la gestione degli amici a quattro zampe.
Su 81 Comuni, l’86% ha una struttura comunale per affrontare le problematiche animali, mentre il 72% s’informa sul numero dei cani iscritti all’anagrafe canina.
Ancora troppo pochi i servizi offerti: solo il 34% dei Comuni costieri ha adottato un regolamento per l’accesso al mare e al lago.
Prato, Bolzano e Modena le migliori città nella classifica di Legambiente

animali in cittàUn Paese pigro e poco attento alla tutela e alla gestione degli animali. Le migliori città raggiungono oggi a malapena la sufficienza (60 punti su100) in un settore che, invece, dovrebbe ottenere punteggi ben più alti considerata la grande presenza di amici a quattro zampe in città. È quanto emerge dalla terza edizione “Rapporto Animali in Città, l’indagine di Legambiente dedicata ai servizi e alle attività dei Comuni capoluogo di provincia per la tutela e la gestione degli animali, realizzata attraverso un questionario inviato a 104 Amministrazioni comunali ed a cui hanno risposto 81 Comuni. Il quadro che viene fuori è quello di un Paese che, seppur ama gli animali, è ancora molto indietro nell’effettiva tutela e nei servizi offerti ai cittadini e ai loro animali d’affezione.

Se l’86% delle amministrazioni dichiara di avere un assessorato e/o un ufficio comunale dedicato ad affrontare le problematiche animali, scende al 72% il numero delle amministrazioni che ha semplicemente chiesto alle ASL quale fosse il numero dei cani iscritti all’anagrafe canina (ad eccezione di Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia dove i Comuni tengono l’anagrafe canina), strumento indispensabile per fronteggiare il randagismo in Italia. Per quanto riguarda i servizi mancano sufficienti spazi aperti dove portare quotidianamente a spasso i propri amici a quattro zampe: in media nei Comuni italiani è presente uno spazio dedicato ogni 28.837 cittadini. Ed ancora il 47% dei Comuni ha dichiarato di aver adottato regolamenti per l’accesso degli amici a quattro zampe in uffici e/o locali aperti al pubblico, mentre solo il 34% dei Comuni costieri che ha risposto al questionario ha adottato un regolamento per l’accesso al mare o al lago. Dati ancor più negativi arrivano anche quest’anno dalla conoscenza della biodiversità animale in città: solo il 26% dei Comuni realizza una mappatura delle specie animali presenti sul territorio. Nella Penisola le città che nel complesso si impegnano maggiormente per gli animali d’affezione sono le città medie che, nella classifica finale dell’indagine di Legambiente, superano la sufficienza come Prato, prima in graduatoria (79,36), seguita da Bolzano (74,34) e Modena (71,42). Le grandi e le piccole città, invece, arrancano. Padova, seppur prima tra le grandi città, ha un punteggio appena al di sotto della sufficienza (59,97) seguita da Firenze (50,81) e Verona (47,99). Tra le piccole città il gradino più alto lo conquista Pordenone che supera di poco la sufficienza (63,5), seconda e terza posizione in classifica per Chieti (59,1) e Biella (57,51).

Dossier Biodiversità 2013

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Biodiversità a rischio.La perdita di biodiversità nel Pianeta avanza a ritmi sconcertanti. Degradato il 60% degli ecosistemi terrestri. Anche in Italia specie a rischio estinzione.

biodiversità 2013L’Italia ospita circa 67.500 specie di piante e animali, circa il 43% di quelle descritte in Europa e il 4% di quelle del Pianeta. Una straordinaria varietà biologica a rischio per le attività antropiche che stanno accelerando l’inquinamento dell’aria e distruggendo gli habitat. La Lepre Italica, la Rana di Lataste, il Barbastello Comune, l’Ululone Appenninico, rischiano di scomparire.  Nel resto del mondo la perdita di biodiversità avanza con tassi che incidono da 100 a 1000 volte più del normale. Negli ultimi 50 anni, si è degradato il 60% degli ecosistemi terrestri con pesanti ripercussioni socio economiche.

Rapporto Animali in Città 2013

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Rapporto Animali in Città, l’indagine di Legambiente sui servizi e le attività dei Comuni capoluogo di provincia per la tutela e la gestione degli amici a quattro zampe

Su 87 capoluoghi, il 75,8% conosce il numero dei cani iscritti all’anagrafe canina e il 68,9% consente ai cittadini di viaggiare sui mezzi pubblici con i propri animaliA rilento le attività di microchippatura promosse dal 48,2% dei Comuni. Genova, Parma, Prato e Pordenone tra i Comuni virtuosi per la tutela degli animali

animali in città 

Un’Italia che tutela e ama cani e gatti nonostante la crisi e le difficoltà economiche. Sono molti i Comuni che forniscono strutture e servizi di qualità per gli animali domestici, ma c’è ancora molto da fare per garantire agli amici a quattro zampe una tutela e un benessere a 360 gradi. A rilevarlo è la seconda edizione del “Rapporto Animali in città”, l’indagine di Legambiente dedicata ai servizi e alle attività dei Comuni capoluogo di provincia per la tutela e la gestione degli animali, realizzata attraverso un questionario inviato a 104 Amministrazioni comunali e a cui hanno risposto 87 Comuni, circa l’83,6%. Dall’indagine, presentata questa mattina a Firenze in occasione di Terra Futura, emerge un quadro di luci e ombre.

Su 87 capoluoghi di provincia presi in esame, il 75,8% conosce il numero dei cani iscritti nel 2011 all’anagrafe canina, mentre il 55,1% ha censito le strutture dedicate agli animali d’affezione e dispone sul territorio di strutture per ospitare cani vaganti. Il 65,5% dei capoluoghi ha poi un piano di tutela e controllo delle colonie feline ed il 68,9% consente ai cittadini di viaggiare sui mezzi pubblici con i propri animali. Sono, invece, troppo pochi i Comuni che realizzano campagne d’informazione sull’anagrafe canina e attività di promozione della microchippatura, fondamentali per ridurre significativamente il rischio di abbandono e calibrare al meglio i servizi offerti sulla base del numero degli animali presenti in città. Solo il 43,6% ha, infatti, realizzato nel 2011 campagne d’informazione sull’anagrafe canina e il 48,2% ha promosso attività di microchippatura. Ed ancora solo il 45,9% ha un apposito nucleo di polizia municipale per la vigilanza della corretta gestione degli animali in città. Negativi i dati sulla conoscenza della biodiversità animale in città: solo il 26,4% la conosce e può quindi gestire al meglio aree verdi urbane e prevenire zoonosi e/o conflitti con altre attività cittadine.
Ma in questo panorama, non mancano gli esempi virtuosi nella tutela degli animali domestici come ad esempio quelli di Genova per il piano di tutela e gestione delle colonie feline, Parma per il quadro conoscitivo sugli animali d’affezione e i servizi al riguardo, Prato per la conoscenza della biodiversità animale in città e i servizi offerti, Pordenone per le esperienze di formazione cinofila rivolte ai cittadini. Ed infine l’esperienza positiva del Presidio Ospedaliero Veterinario dell’ASL Napoli 1, raccontata alla fine dell’indagine.

Dossier Biodiversità

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biodiversitàIl Rapporto Biodiversità a Rischio di Legambiente traccia un quadro aggiornato sulla situazione della biodiversità in Italia e nel mondo.

Il dossier, vuole riportare in primo piano il tema della biodiversità, capitale naturale del pianeta, risorsa fondamentale per lo sviluppo e la ricchezza economica.

 Negli ultimi 50 anni, il 60% degli ecosistemi terrestri è andato distrutto. “È necessario aumentare la percentuale di superficie delle aree protette e investire per conservare il grande patrimonio naturale rilanciando così anche l’economia del Paese”

Rapporto Animali in Città

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L'indagine di Legambiente dedicata ai servizi e alle attività dei Comuni capoluogo di provincia per la tutela e la gestione degli animali.

animali in cittàIn Italia amiamo i nostri amici a quattro zampe. Sono molti i Comuni che forniscono strutture e servizi di qualità per gli animali domestici, ma c’è ancora molto da fare.

Troppo pochi i Comuni che realizzano campagne d’informazione sull’anagrafe canina e attività di promozione della microchippatura, fondamentali per ridurre significativamente il rischio di abbandono. Genova, Parma, Prato e Pordenone tra i Comuni virtuosi per la tutela degli animali.

Natura

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naturaNatura, genericamente, è tutto quanto non è stato realizzato dall’uomo, le cose come sono o sarebbero senza il suo intervento. Deriva dalla radice latina gna (‘generazione’), da cuinasci (‘venire ad essere per generazione’). Anche il corrispondente greco, physis (φύσις), deriva da phyo, ‘genero’. La forma originaria della parola veniva usata per indicare, infatti, il principio che genera e dà origine le cose. Passò poi ad indicare l’insieme delle cose. 

Il rapporto tra la natura e l’uomo è stato indagato fin dalle origini della filosofia occidentale. Già Aristotele ha distinto la realtà naturale (che non dipende dall’uomo e dalla sua tecnica) da quella artificiale. In questo rapporto, un decisivo salto di qualità avviene con la rivoluzione industriale. Prima della fine del ‘700 l’uomo, nonostante avesse prodotto già notevoli modificazioni  sull’ambiente, si inseriva pienamente nei cicli naturali. Da allora, invece, lo sviluppo tecnologico ha portato una crescita enorme dell’uso di risorse non rinnovabili, dello sfruttamento del territorio, della produzione di rifiuti, nella creazione di sostanze di sintesi non riciclabili dai processi naturali. L’uomo diventa così uno dei principali responsabili delle alterazioni dell’ambiente. Parallelamente, lacultura occidentale prende coscienza dei guasti arrecati alla natura: nasce l’ecologiaPortata a battesimo dal biologo tedesco Ernst Haeckel nel 1866, l’ecologia (dal greco: οἶκος, oikos, ‘casa’ o anche ‘ambiente’; e λόγοςlogos, ‘discorso’ o ‘studio’) è la branca della biologia che studia la biosfera, cioè la porzione della Terra in cui è presente la vita, e le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente.

Festa dell'Albero

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festa dell'alberoIl 21 novembre piantiamo nuovi alberi nelle città, un soffio di aria pulita!

Ogni anno il 21 novembre celebriamo gli alberi e il loro indispensabile contributo alla vita. Assorbono anidride carbonica e restituiscono ossigeno, proteggono la biodiversità, hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Insieme ai giovani e giovanissimi studenti delle scuole italiane mettiamo a dimora giovani alberi per riqualificare aree degradate, per fare più belle e verdi le nostre città.