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Depurazione a Manduria

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Legambiente discute in Regione la soluzione alternativa allo scarico a mare

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Legambiente torna sul tema della depurazione a Manduria e, in un incontro con il direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche, Ecologia e Paesaggio Barbara Valenzano, a cui hanno partecipato i rappresentanti regionali e locali dell’associazione ambientalista, fra cui Francesco Tarantini e Giuseppe De Sario, rispettivamente presidente di Legambiente Puglia e del circolo Legambiente di Manduria, ribadisce la sua proposta alternativa allo scarico a mare attraverso la condotta sottomarina.

In sintesi, la proposta elaborata da Legambiente, già inviata oltre un anno fa alla Regione Puglia e sottoposta al vaglio del CNR Irsa di Bari, prevede a valle del nuovo depuratore di Manduria un sistema di post trattamento in grado di garantire la qualità delle acque stoccate negli invasi.

Così, le acque ulteriormente depurate e affinate, grazie alla presenza della zona umida, possono essere sia utilizzate durante i mesi estivi in agricoltura che scaricate in un alveo fluviale che sarebbe così riqualificato dal punto di vista naturalistico. Tale soluzione, rispetto allo scarico diretto in mare, permette di migliorare ulteriormente la qualità degli scarichi, tamponare gli eventuali effetti negativi dovuti a temporanei cali di rendimento del depuratore e ricreare aree umide per riqualificare il territorio e favorire l’incremento della biodiversità locale.

Preso atto della proposta di Legambiente, il direttore Valenzano ha illustrato il progetto di fattibilità tecnica ed economica del depuratore consortile a servizio dei comuni di Sava e Manduria con le modifiche rispetto a quello originario che escludono definitivamente la condotta sottomarina.

« Siamo soddisfatti della manifestata volontà di adottare una soluzione alternativa allo scarico a mare che punta al massimo riutilizzo delle acque reflue affinate e depurate in agricoltura per usi plurimi, realizzando “buffer ecologici” ed aree di lagunaggio aventi funzione “idraulica”, che creeranno zone umide di estrema importanza per l’equilibrio della biodiversità » commentano Tarantini e De Sario.

Legambiente, riservandosi la possibilità di verificare l’impatto ambientale del nuovo progetto, seguirà da vicino lo studio di fattibilità della Regione Puglia al fine di apportare, in ciascuna fase, le eventuali migliorie necessarie.