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Sblocca Italia = soldi sprecati!

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“Maltempo e opere inutili. Basta opere inutili come a Carrara”
Legambiente lancia #sbloccafuturo, la galleria fotografica delle opere utili davvero
https://flic.kr/s/aHsk5Rf8Tw
Dissesto idrogeologico, trasporti, bonifiche, scuole, messa in sicurezza del territorio, depuratori, impianti per la gestione dei rifiuti. Sono tantissime le piccole e medie opere incompiute, utili davvero al territorio e ai cittadini
L’invito dell’associazione a fotografare l’opera che i cittadini vorrebbero veder realizzata

Sbloccafuturo

Non basta fare. Occorre fare bene e soprattutto opere realmente utili. Come dimostrano i tragici eventi di Carrara, dove un argine costruito inutilmente non è servito a fermare la piena del fiume che ha devastato numerose abitazioni e messo in pericolo centinaia di cittadini, è opportuno scegliere le infrastrutture e le opere da mettere in cantiere per sbloccare il futuro del Paese, migliorare la sicurezza e la vivibilità, partendo dalle reali necessità dei territori. Sul dissesto che colpisce duramente l’Italia, occorre invertire la tendenza degli ultimi anni in cui si è speso circa 800 mila euro al giorno per riparare i danni e meno di un terzo di questa cifra per prevenirli. Occorre superare logiche vecchie ed inefficaci di difesa passiva e intervenire per la delocalizzazione delle strutture dalle aree esposte a maggiore pericolo, restituendo spazio ai corsi d’acqua, attuando una corretta gestione tanto delle aree montane e boschive che delle città,  realizzando la stombatura e la manutenzione dei fossi e dei canali, il ripristino delle aree di esondazione. Come mostrano i casi di utilizzo dei fondi strutturali europei, fare non basta. Bisogna puntare su opere ragionate e non casuali o slegate dal contesto complessivo”.

Questa la dichiarazione di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, che oggi lancia la campagna di raccolta fotografica #sbloccafuturo, con le opere veramente urgenti da realizzare segnalate dai cittadini, già visibile al link https://flic.kr/s/aHsk5Rf8Tw

Dalla messa in sicurezza dell’istituto Alberghiero “Einaudi” di Foggia, alla ciclovia tirrenica, dal depuratore di Porto Cesareo (Le), alla Galleria di Piazza Foraggi a Trieste, passando per la ricostruzione dell’Aquila e per i lavori necessari per bloccare le frane sul Bisagno (Ge), la messa in sicurezza del Tevere e tante altre ancora. Sono numerose e molto diverse tra loro le piccole e medie opere incompiute, veramente utili al territorio e ai cittadini che Legambiente ha censito finora in polemica con quelle inutili e spesso dannose contenute nel provvedimento Sblocca Italia. Dopo il dossier #sbloccafuturo (http://www.legambiente.it/sblocca-futuro) presentato a giugno, dove identificava le prime 101 opere bloccate per motivi e responsabilità diverse, Legambiente lancia oggi la galleria fotografica di #sbloccafuturo, con le opere veramente urgenti, segnalate dai cittadini.

La voce più consistente riguarda proprio la messa in sicurezza del territorio e poi il sistema dei trasporti (ferrovie, trasporti urbani, mobilità dolce), poi a seguire, bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti, ma anche l’adeguamento e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

“Sblocca Italia è un provvedimento che racchiude una visione vecchia e sbagliata nella scelta delle priorità, e che non riesce a individuarecriteri di utilità effettiva per il territorio e i cittadini – ha continuato Cogliati Dezza -. Si tratta quindi di una grande occasione persa, alla quale però vogliamo rispondere con nuove e più efficaci proposte raccolte sul campo, attraverso le segnalazioni dei cittadini realmente coinvolti e interessati a sbloccare il loro futuro”.

Legambiente invita i cittadini a segnalare ancora le incompiute e le opere da realizzare con urgenza per migliorare la qualità della vita e la sicurezza nel Belpaese pubblicando le foto sui profili social (facebook e twitter) con hashtag #sbloccafuturo.

L’Ufficio stampa di Legambiente: 0686268353-76-99