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Il Parco Regionale Costa Ripagnola non trova pace

Parco Regionale Costa Ripagnola

Prosegue la battaglia di Legambiente Puglia che chiede di salvaguardare l’area rinunciando, per una volta, alle speculazioni edilizie e turistiche in favore di uno sviluppo ecologico del bene comune

 

Un mese fa circa, il parere positivo della Conferenza di Servizi della Regione Puglia sulla costruzione di un resort all’interno del Parco Regionale di Costa Ripagnola. Successivamente la rinuncia, sempre da parte della Regione, al diritto di prelazione sul contratto di compravendita di un ettaro di terreno in località Macchie-Costa Ripagnola con l’area che è finita in mano a privati. Alla luce dell’indifferenza della Regione Puglia verso l’area, Legambiente Puglia torna a ribadire la necessità di salvaguardare Costa Ripagnola, territorio dall’enorme valore naturalistico e paesistico per il quale la stessa Istituzione regionale aveva promesso l’apertura nell’area di un Parco Naturale. E invece la vicenda continua a non trovare pace.

Sorvolando sulle questioni squisitamente legali che seguiranno il loro iter (tra ricorsi vari) spiace constatare che, ancora una volta, si torna a discutere di interessi contrapposti. Non dovremmo ritenere imprescindibile il valore naturalistico e paesistico di questo meraviglioso tratto di costa pugliese? I famosi “trulletti” testimonianza della nostra storia economica e agricola, sono oggi una cartolina e dovrebbe essere sia interesse pubblico che privato, tutelarli e renderli un bene comune. Proprio lì accanto sorgerà un resort di lusso che andrà a intaccare, senza possibilità di retromarcia, l’assetto urbanistico e naturale dell’area.

Ci troviamo, dunque, ancora una volta a gestire a dialogare a suon di carte bollate. Ci risulta incomprensibile l’atteggiamento di chi antepone un proprio diritto di proprietà all’obbligo, prima di tutto etico, di rispettare proprio le caratteristiche che rendono unico quel territorio e che ne sono la ricchezza. Purtroppo, invece, è ciò che sta succedendo fra decisioni quasi incomprensibili dell’ente regione, ricorsi dei vari comitati, posizioni delle amministrazioni locali.

Legambiente Puglia di concerto con i circoli interessati e condividendo la posizione dell’attuale Amministrazione del Comune di Polignano non intende indietreggiare di un passo di fronte all’ennesimo braccio di ferro posto in essere il 4 agosto 2022 con il rilascio del PAUR.

A questo punto, giova anche ricordare i dati sul consumo di suolo del dossier ISPRA in cui la Puglia si pone ai vertici della classifica. Pensare che lo sviluppo economico e turistico di un territorio debba necessariamente passare verso la cementificazione dello stesso è oggi anacronistico e inaccettabile.

Riteniamo che sia maturato il momento di sedersi intorno ad un tavolo e provare ad applicare le procedure già presenti sia nelle norme del parco che dell’attuale strumento urbanistico così da conciliare gli interessi della collettività e le aspettative del privato.

Un’interpretazione dinamica della norma urbanistico/ambientale finalizzata ad una economia sostenibile e rispettosa dell’ambiente, del territorio e della collettività.

 

Ufficio stampa Legambiente Puglia

Andrea Dammacco 3475450655