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Treno Verde 2011

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Presentati oggi i dati del monitoraggio ambientale del

Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato

 

 

A Bari polveri sottili nei limiti di legge

 

Ma in Puglia alcune città ancora non controllano la qualità dell’aria

 

Legambiente: “Attivare fin da subito un sistema di monitoraggio dell’aria a Trani e Foggia, come previsto dalla legge

 

Rumorosità sopra i limiti, più alta di notte che di giorno

Dal Treno Verde

“Subito la zonizzazione acustica e il piano di risanamento”

 

Oltre duemila studenti in visita al Treno Verde: grandissimo successo per la mostra itinerante

 

Polveri sottili al di sotto della media al centro di Bari, livelli più alti nelle vie esterne e trafficate. Inquinamento acustico sopra i limiti di legge, soprattutto i decibel registrati nelle ore notturne e l’assenza del piano di zonizzazione previsto dalla legge.

E’ questo il quadro complessivo emerso a Bari dalle analisi compiute dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzato quest’anno con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la collaborazione di ANCI e il contributo di Telecom, che ha lo scopo di monitorare lo stato d’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane, grazie ai rilevamenti del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Il convoglio ambientalista da più di venti attraversa l’Italia per sensibilizzare i cittadini, sulle nuove possibilità di risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, grazie ad una mostra interattiva, incontri e convegni.

I dati finali relativi alla qualità dell’aria e ai livelli di rumore sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, Giorgio Zampetti, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente, Giorgio Assennato, direttore generale ARPA Puglia, Maria Maugeri,consigliera delegata all'Ambiente Comune di Bari e Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di RFI.

Le analisi presentate sono il frutto delle 62 ore di monitoraggio effettuato dal laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), posizionato in via Roberto da Bari, angolo via Piccinni, in maniera ininterrotta dalle ore 10 di martedì 22 e durante le intere giornate di mercoledì 23 e giovedì 24 marzo.

Secondo quanto emerso dalle analisi del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI nei tre giorni di campionamento, i valori delle polveri sottili, altamente dannose per la salute dell’uomo, non hanno mai superato il limite giornaliero di 50 mg/m3  come previsto dal D.lgs 155 del 2010. Le medie registrate sono state di 26 mg/mper il primo giorno, 31 mg/mnel secondo e 41 mg/m3nel terzo. Valori che restano quindi al di sotto dei parametri di legge.

Negativo invece il dato ottenuto dalle analisi effettuate dallo staff del Treno Verde mercoledì 23 marzo che, con il Personal Dust Monit, il rilevatore itinerante di PM10 messo a disposizione da Con.Tec, ha monitorato per un'ora le polveri sottili per le vie di Bari.

Non trattandosi di una media giornaliera, ma di una singola media oraria, il trattamento di questi dati deve ritenersi parziale, utile tuttavia a fotografare il livello di polveri sottili che si possono respirare durante un normale spostamento a piedi in città.

Dalle ore 17.00 alle ore 18.00 l’esperto di Legambiente ha percorso il tragitto che da via Capruzzi va in via Giulio Petroni passando per via Amendola. Lungo questo percorso il Personal Dust Monit ha registrato una media oraria di PM10 pari a 88,7mg/m3 (il limite giornaliero stabilito dalla legge è di 50 mg/m3) di cui il 29% costituito da PM2,5.

Il PM2,5 consiste in particelle con diametro pari a 2,5 micron, un quarto del PM10, tanto da risultare ancora più pericolose per la salute umana, perché riescono a penetrare nel punto più profondo dei polmoni. Da quest’anno anche la normativa italiana prevede un limite di riferimento di misurazione fissato dal D.lgs 155 del 2010, che stabilisce però solo un valore limite medio annuo a 25 mg/m3.

 

Sotto controllo anche i valori relativi a benzene, biossido di zolfo, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono.

 

“Siamo soddisfatti del quadro rassicurante che emerge dai tre giorni di monitoraggio a Bari – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – ma questi dati non devono disimpegnare l’Amministrazione Comunale a fare di più e meglio per le aree ancora trafficate e inquinate della città, come ha dimostrato il rilevamento orario su via Capruzzi, via Amendola e via Giulio Petroni. Servono ulteriori interventi strutturali come l’aumento delle zone a traffico limitato e l’ampliamento dell’estensione delle isole pedonali e delle piste ciclabili, ancora poche, come previsto dalla programmazione comunale nei prossimi anni. Ma la situazione è ben peggiore in altre città capoluogo della Puglia. Occorre infatti ricordare - continua Tarantini - che Trani e Foggia non hanno ancora una rete di monitoraggio fissa che fornisca dati costanti e aggiornati sulla qualità dell’aria. E’ assolutamente indispensabile attivare fin da subito nelle due città un sistema di monitoraggio ambientale di inquinamento atmosferico continuo, aggiornato e accessibile, così come è previsto dalla legge. Ad oggi, l’unica centralina attivata a Foggia è quella di ARPA Puglia nella sede del suo dipartimento”.

 

Il quadro relativo all’inquinamento acustico non è da sottovalutare. Decibel oltre la norma di notte, mentre nelle fasce diurne è stato registrato un lieve sforamento nelle mattine del 22 e 24 marzo. L’assenza di un piano di zonizzazione della città che, secondo il Dpr n.142 del 30/3/2004, fissa i limiti acustici a 65 dB(A) nella fascia diurna e 55 dB(A) in quella notturna. I valori registrati nelle ore diurne sono stati rispettivamente di 68,561,7 e 68,1 decibel, due su tre sopra la norma. Più alti gli sforamenti notturni, quando si sono registrati paradossalmente valori più elevati, rispettivamente di 66,7 e 61,7 decibel (il dato notturno del 22 marzo non è stato rilevato).

“Dall’esame dei dati raccolti nei tre giorni di registrazione in continuo – commenta Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile dell’Istituto RFI -  emerge un superamento dei limiti di legge di circa 3 e 7 dB(A), rispettivamente nei periodi diurno e notturno. Durante il periodo diurno, i livelli orari rimangono costantemente oltre i 65 dB(A), con punte di circa 73 dB(A). Nei periodi notturni, si riscontra una variazione di valori dei Livelli equivalenti continui (Leq) orari da 58 a 65 dB(A). La componente principale che contribuisce a incrementare i livelli di rumore stradale è lo sfregamento dei pneumatici sull’asfalto per i veicoli in transito su Via Piccinni, punto di osservazione del laboratorio mobile, dove il traffico nei giorni feriali è sostenuto ma scorrevole”.

Secondo la normativa vigente il territorio italiano deve essere suddiviso in aree con caratteristiche omogenee per le quali si applicano limiti differenziati di accettabilità al rumore. Spetta ai Comuni effettuarla e, in base ad essa, una volta individuate le aree critiche, adottare un piano di risanamento per individuare le fonti di inquinamento e gli interventi di mitigazione. Inoltre in Puglia è stata approvata anche la legge regionale 12 febbraio 2002 n. 3, che descrive la metodologia operativa per la classificazione e zonizzazione acustica del territorio.

“Stando ai risultati, crediamo che approvare il piano di zonizzazione acustica nella città di Bari sia prioritario - dichiara Giorgio Zampetti, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente -. Monitoraggio del rumore, mappatura e piano di risanamento sono gli strumenti fondamentali per tenere sotto controllo ed affrontare il problema dell’eccessivo rumore nelle città, ma i comuni si stanno ancora lentamente adeguando alla normativa adottando la zonizzazione e il piano di risanamento, e Bari non fa eccezione. Chiediamo quindi al Comune di intraprendere anche per l’inquinamento acustico lo stesso percorso avviato sulla mobilità sostenibile, che in pochi anni ha portato il capoluogo pugliese tra i primi posti in Italia, migliorando la qualità della vita dei cittadini e dell’aria”.

LE ANALISI DEL TRENO VERDE A BARI

Via Roberto da Bari, ang. Via Piccinni – dal 22 al 24 marzo 2011

Inquinanti monitorati

22/03*

23/03

24/03

Limiti di legge

Pm10****

26

31

41

Limite giornaliero: 50
Superamenti annui consentiti: 35

Benzene **

2,3

2,3

2,4

Limite medio annuo consentito: 5

Biossido di Zolfo****

1

0

0

Limite sulle 24 ore: 125

Biossido di Azoto**

59

100

124

Limite orario: 200

Monossido di Carbonio***

0,3

0,4

0,3

Limite giornaliero su otto ore: 10

Ozono**

57

78

93

Livello di attenzione: 180
Livello di allarme: 240

* I rilievi sono iniziati il giorno 22/03/2011 alle ore 10:00

 

LEGENDA

** microgrammi su metrocubo (µg/m3)

*** milligrammi su metrocubo (mg/m3)

**** microgrammi su metrocubo (µg/m3) — media su 24h

La normativa: i limiti di legge degli inquinanti sono fissati dal nuovo decreto legislativo n° 155 del 2010

L’INQUINAMENTO ACUSTICO

 

Via Roberto da Bari, ang. Via Piccinni

 22/03*

23/03

24/03

Livello equivalente continuo diurno (06 - 22) dB(A)

  68.5

61,7

68,1

Livello equivalente continuo notturno (22 - 06) dB(A)

  Nd

66,7

61,7

* I rilievi sono iniziati il giorno 22/03/2011 alle ore 10:00

I limiti di legge per i livelli di rumore sono dettati dal Dpr n.142 del 30/3/2004, che prevede un limite di 65 decibel nelle ore diurne e di 55 decibel nelle ore notturne

RILEVAMENTO TRENO VERDE

 

Misurazioni con strumento Dust Monit di Con.Tec

PM10

PM2,5

Misura di 1h di tragitto che da via Capruzzi va in via Giulio Petroni passando per via Amendola, 23 marzo dalle 17.00 alle 18.00.

 88,7mg/m3

29%

Continua il viaggio su rotaie della campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che questo pomeriggio lascerà il capoluogo pugliese per continuare le analisi sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento acustico sostando a Salerno già dalla mattina del 26 marzo.

 

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato

Con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

In collaborazione con ANCI nell’ambito della Campagna Patto dei Sindaci

Main PartnerTelecom Italia

Partner tecniciAnev, Elco Italia, Indesit Company, Novamont, Novi, Renovo, Sun System, Virosac

Partner scientificoCon.Tec Engineering

Media Partner: La Nuova Ecologia e Radio Kiss Kiss

Per i nostri veicoli utilizziamo REVIVOIL l’olio rigenerato Viscolube

L’Ufficio stampa del Treno Verde

 Rosita Grieco - 346 4034528

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