Piccoli Comuni Grande Scuola Quale futuro per i bambini e le scuole dei piccoli comuni?
I pesanti tagli di organico faranno pagare un prezzo alto alle realtà territoriali più fragili
Un Governo che non investe in istruzione condanna il Paese all’arretratezza
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I recenti provvedimenti governativi, con il taglio delle risorse, in particolare nelle regioni del Sud, ed il ridimensionamento della rete scolastica, hanno rimesso al centro della discussione pubblica l’importanza ed il ruolo della scuola pubblica e della qualità dell’istruzione. Per le scuole dei Piccoli Comuni, gli effetti dei provvedimenti Gelmini-Tremonti sono destinati ad essere più acuti e per certi versi irreparabili, comportando, infatti, la chiusura di molte scuole proprio in quei territori più marginali ed in difficoltà per i quali la scuola, a volte unica, rappresenta il solo luogo di socializzazione e di crescita culturale. Del futuro delle scuole dei piccoli comuni e della necessità di garantire a tutti i bambini un’istruzione di qualità, si discuterà giovedì 2 Aprile a Deliceto (Fg) presso la Sala Europa del Comune, a partire dalle 17:00, nell’incontro promosso da Legambiente Puglia e Anci Puglia. Si apre un confronto tra sindaci, dirigenti scolastici, insegnanti, genitori, Regione per far fronte ai rischi e alle difficoltà che vivono le scuole dei piccoli comuni, ed in particolare quelle del Subappennino Daun l’area territoriale pugliese più colpita dallo spopolamento e dall’isolamento e che dalla chiusura delle sue scuole potrebbe essere ulteriormente compromessa. Interverranno Benvenuto Nigro, sindaco di Deliceto Domenico Lomelo, Assessore alla Pubblica Istruzione della Regione Puglia, Maria Elvira Consiglio, Assessore Politiche Scolastiche della Provincia di Foggia, Maria Maranò, Coordinatrice Nazionale Legambiente Scuola e Formazione, Michele Lamacchia, Presidente ANCI Puglia, Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, Ruggiero Francavilla, Dirigente Ufficio Scolastico della Regione Puglia, Giuseppe De Sabato, Dirigente Ufficio Scolastico della Provincia di Foggia, Tonino Soldo, Presidente Legambiente Foggia. “Di fronte all’attacco al diritto allo studio ed alla Scuola Pubblica, posto in essere dal Governo tramite le riforme Gelmini-Tremonti basate sui tagli d’organico e delle risorse per l’istruzione e la cultura – dichiara Alessandra Morgese, Responsabile Scuola e Formazione Legambiente Puglia – è fondamentale riportare al centro del dibattito pubblico sviluppato in questi mesi il punto di vista dei territori, soprattutto quelli marginali, di montagna e delle aree rurali, che rischiano la sopravvivenza. maggiormente colpiti dalla scure governativa. Questo il senso dell’iniziativa di oggi, restituire la parola e la dignità ai piccoli comuni che ancora una volta sono destinati a subire gli effetti di scelte genericamente efficientiste che vanno a discapito della qualità e del futuro di pezzi fondamentali ed importantissimi del nostro Paese.” Il Governo ha assunto una posizione controcorrente, rispetto agli altri Paesi europei e del mondo, come gli Stati Uniti, rinunciando ad una politica di investimenti in istruzione e ricerca optando per una sostanziale ridimensionamento del servizio di istruzione pubblica il cui prezzo, purtroppo molto alto, sarà pagato dalle aree più marginali del Paese, come i piccoli centri del Sud Italia, dove le percorrenze tra un plesso e l'altro sono ampie e dove i tagli così massicci dell’organico docente metteranno a rischio molte scuole, con la conseguenza di condannare gli studenti di questi centri ad essere pendolari sin dalla scuola dell’infanzia. Entro il prossimo 15 giugno, la Conferenza Unificata dovrà definire i nuovi criteri con cui operare il ridimensionamento delle scuole a livello regionale. Molto dipenderà dalla capacità che le Regioni e i territori riusciranno a mettere in campo perché si rispettino e si esaltino le necessità di istruzione e di cultura dei propri cittadini, piccoli e adulti. Legambiente ed Anci, tramite il coinvolgimento delle comunità locali, sono impegnati affinché tali criteri rispondano alle esigenze dei territori, e non vengano calati dall’alto. Peraltro il Governo, con il 40% dei tagli in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, creerà più disoccupazione e precariato arrecando un danno enorme agli studenti delle regioni maggiormente in difficoltà. Da settembre i cambiamenti nelle 2.625 scuole pugliesi non riguarderanno solo le 3.646 cattedre in meno, infatti fra i corridoi e le segreterie ci saranno 1.700 persone in meno. Cifre, queste, che danno il senso dello stato di crisi del settore della conoscenza in Italia sempre di più condannato a barcamenarsi tra precariato, tagli e riduzione della qualità del servizio. Inoltre, la vicenda sulle iscrizioni degli alunni alle prime classi della scuola primaria, che ha confermato la tendenza dei genitori a scegliere il tempo pieno di 40 ore e l’opzione di 30 ore, dimostra come al di là delle bandiere ideologiche esiste una realtà che dal basso sta sconfessando le scelte inadeguate ed inapplicabili del Governo. “La scuola è un patrimonio di storie, cultura e sapere che va difeso -conclude Francesco Tarantini- soprattutto in quelle aree dove la scuola rappresenta l’unico presidio culturale del territorio e l’unico luogo di emancipazione per le giovani generazioni. In una congiuntura difficile generata dalla crisi, ridare speranza alla scuola significa davvero investire nel futuro di questo Paese, per questo Legambiente Puglia continuerà la sua battaglia a difesa della scuola dando dignità all’incommensurabile patrimonio fatto di bellezze naturistiche, tradizioni e culture costituito dai piccoli Comuni, veri presidi a difesa della qualità culturale del nostro territorio.”
Roma, 1 aprile 2009
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